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romanzo a 4 mani bis

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romanzo a 4 mani bis

Messaggio  dani il Mar 22 Apr 2008, 13:49

questo componimento è di stile più soft.. a voi la scelta di come svilupparlo Very Happy

Le 3 lune d'Olimpo si affacciavano verdi nei riflessi del Mavionuro, il pallazzo sacro alla Volontà, eretto nel lontano 1.400 della nuova epoca, nell'era di Xorn 4°, e poi decaduto a seguito dell'invasione della popolazione nana dei manieristi di Alfa Carmilion. Solo le rovine in riflessi di vetro smerigliato, ricordavano l'antico e vanaglorioso splendore della bianca città sacra di Minsk.
Olimpo era stato un pianeta disabitato fino all'anno 4572 d.C., quando i ribelli della Mosca sotterranea lo trovarono dopo innumerevoli viaggi alla ricerca dell'ideale base d'appoggio per la lotta al capitalismo russo. Stabilitisi lì, però, rinunciarono ai progetti di liberazione della madrepatria terrestre e diedero vita all'impero corrotto del Mavionuro.
Il pianeta, delle dimensione di Mercurio, era un piccolo gioello di vita; ideale per insediamenti terrestri, non necessitava dell'installazione delle capsule al carbonio, né delle "idro", le tute che si adattano a qualsiasi elemento chimico ambientale presente nell'atmosfera tramutandolo in ossigeno per i polmoni di chi le occupa.
Subita l'invasione dei Carmilion, il pianeta venne messo in ginocchio e sfruttato come stazione carceraria permamente, e i suoi abitanti vennero uccisi o messi nelle prigioni che loro stessi furono costretti a costruire.
E tuttavia, i geni dei vecchi moscoviti trovarono risveglio in alcuni abitati di Minsk e la resistenza viveva da anni nei sotterranei della città.


Ultima modifica di dani il Lun 19 Mag 2008, 12:25, modificato 2 volte

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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  marco de sfroos il Gio 24 Apr 2008, 22:38

Nel palazzo della famiglia reale di Pruncs II, re dei Carmillion, la vita scorreva monotona tra banchetti e serate danzanti, fino quando arrivò la inaspettata notizia. Una gruppetto di guardie carcerarie in ronda notturna per le strade di Minks, infatti, si imbattè in un individuo a loro dire "sospetto". La sua corporatura era strana per un Carmillion, sembrava avesse tutti i tratti caratteristici di un terrestre. Era piuttosto alto, capelli scuri e lineamenti sovietici, ancora più accentuati dalla presenza di un curioso colbacco che portava in testa al momento del fermo. Disse di chiamarsi Khors, il nome più comune tra la popolazione dei Carmillion, e di abitare per strada, in quanto non possedeva alcun bene se non i pochi stracci che aveva addosso e un fucile che portava in spalla.
Fu proprio il fucile che focalizzò su di lui l'attenzione delle guardie, che decisero di portarlo al Palazzo per ulteriori accertamenti sulla sua persona. C'è da dire infatti che l'impero di Pruncs II, fu uno dei più oppressivi della storia del pianeta, in cui ogni forma di opposiozione veniva puntualmente scovata e debellata con violenze inaudite.
Il giovane Khors venne portato in una cella scura, fredda e umida, inondata di un odere simile al cloro. In seguito scoprì sulla sua pelle l'oscura origine di quell'odore. Cominciò un fitto interrogatorio ma il giovane continuava imperterrito a ripetere la sua versione, e di contro, le guardi continuavano a non credere alla sue parole. Per superare questa fase di stallo che durava ormai da parecchie ore, una guardia, forse il capo, ordinò: .
A quella parola Khors rabbrividì. Uno degli agenti teneva in mano una specie di cilindro colorato, e con passo deciso lo avvicinò al volto dell'interrogato. Il cilindro emanò un piccolo sibilo e sul volto di Khors apparve subito un profondo taglio da cui cominciò a sgorgare molto sangue. L'oggetto emanava lo stesso odore che Khors sentì appena entrato nella stanza, cosa che fece pensare che quel tipo di interrogatorio era molto frequente in quella sala. Dopo diverse urla strazianti, il dolore divenne insopportabile, e il giovane fu costretto ad ammettere la sua vera identità. Questa confessione gli costerà diversi problemi nel corso della sua vita...
Il re venne immediamente avvisato da Xant, il capo delle guardie di ciò che il giovane ebbe confessato al termine dell'interrogatorio:< Mio signore il prigioniero si chiama Ivàn,ed è un terrestre moscovita. Riuscì a scappare dalle nostre carceri e insieme a un gruppo di giovani ribelli, hanno instaurato una fitta rete di spie, mirate a riconquistare il "loro" pianeta liberandolo dal nostro popolo che loro vedeno come invasori>
Pruncs II rimase allibito dal fatto che qualcuno potesse tramare contro il suo potere e ancora di più fu stupito dal fatto che nonostante le percosse, Ivàn non fosse stato in grado di dire dove si stia organizzando questa rete di sovversivi.
La monotonia a Palazzo era persa per sempre....
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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  dani il Ven 25 Apr 2008, 20:08

Piegato da dolore, Ivàn era crollato a terra mostrando la schiena alla parete nord della cella.
Il volto straziato non smetteva di proferire la sua sentenza in fiotti di globuli rossi e lacrimi bianche e lattiginose. Le mani sporchi di sangue, coprivano lo squarcio, profondo, sul viso. Un taglio netto da parte a parte, come di un frutto tagliato a metà, come di cuoio rivoltato: dalla tempia sinistra raggiungeva la destra della mandibola come fosse un braccio di una croce. L'avrebbe chiamata la sua linea della vita.
Le guardie, cani da interrogatorio, avevano usato un parente stretto del fosgene combinato all'alfa neftolo che, nei vecchi laboratori chimici terrestri, veniva etichettatto con la sigla ddt. Gli scienziati-alchimisti avevano creato questa sostanza alla ricerca della perfezione della materia, ma perfino loro si inorridirono quando compresero cosa era in grado di fare quell'essenza di morte. Lo chiamarono in confidenza antiDiodo e distrussero ogni traccia degli esperimenti fatti.
Ma "ciò che un giorno si è dato, un altro è resituito" cantano generazioni di menestrelli nei pianetti delle galassie basse.
I Carmilion avevano trovato, acquistato e modificato (per renderlo più efficace negli interrogatori) il veleno mortale che si inala in poche sottili sniffate e restituisce morte in pochi lunghissimi e maledettissimi giorni. Il venditore era lo zar di Russia Atanasio n° che seguiva l'antico principio capitalista "gli affari sono affari" e, avendo saputo che i destinatari dello sniffamento erano le generazioni provenienti dai vecchi sovversivi anti-capitalismo della Mosca sotterranea, lo zar fu doppiamente compiaciuto dell'ottimo affare, seguendo l'antico principio capitalsita "Cena per 2 al cremlino 200.000 dinari. Fosgene combinato all'alfa neftolo 3 milioni di dinari al litro. Vedere morti i tuoi nemici dai tuoi compratori di fiducia non ha prezzo".

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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  marco de sfroos il Sab 26 Apr 2008, 15:43

Nonostante questo assurdo metodo di interrogatorio, Ivàn non perì. Infatti l'AntiDiodo non aveva effetti sui restistenti umani, in quanto il principio attivo di questa sostanza è contenuto in numerose sostanze che i russi usano come nutrimento. Il veleno stordì profondamente il malcapitato, ma la sua sofferenza non era dovuta al dolore fisico provocato dal misterioso cilindro, bensì dalla consapevolezza di aver in parte tradito i suoi compagni sovversivi. Era comunque riuscito a non confessare il luogo di ritrovo del suo gruppo. Ivàn conosceva infatti il posto in cui i ribelli preparavano la loro strategia offensiva contro gli oppressori Carmillion. Si riunivano nei sotteranei di Minsk, al Jack Old's Bar, una bettola ripugnante in cui si serviva dell'orrido "grog" di seconda scelta. Qui sorseggiando la loro bevanda i ribelli stavano escogitanto la strategia che avrebbe messo in ginocchio l'impero di Pruncs II. Quello che non sapevano però era della cattura del loro compagno Ivàn. Ma soprattutto non conoscevano quello che a breve sarebbe successo, cambiando radicalmente la loro vita e i loro piani...
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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  dani il Lun 19 Mag 2008, 13:38

Era una notte di II° mezza estate (anche i Carmilion avevano lasciato l'uso di conto introdotto dai primi colonizzatori di Olimpo che, per nostalgia terrestre, avevano introdotto un sistema calendaristico simile a quello tradizionale, adattandolo alle diverse condizioni climatiche e di rotazione e di rivoluzione del pianeta). Erano passati cinque anni da quella notte in cui Ivàn divenne un ribelle della formazione ∏♣∏ (pigreco-fiori-pigreco).
Ivàn il cacciatore di taglie. La vita è strana, a corrente alterna.
Nemmeno lui si sarebbe mai immaginato che sarebbe diventato uno di loro. Ivàn era stato sino ad allora solo un cacciatore di taglie. Uno di quelli che, fucile in mano, cacciano nelle periferie dell'universo: gli spazzini dello spazio. Combattenti di un'esercito senza patria e senza onore. Combattenti per cause d'altri. Affissi di medaglie in forma di cicatrice. Quasi eroi romantici, con fucili che sparano cartucce da 22mm contro fucili laser e spade radioattive. Molto più spesso erano pazzi, sbandati, gente senza famiglia e senza speranze e qualche annoiato figlio di papà. Quelli come lui avevano una speranza di vita di 32 anni. Meno di Cristo.
Ivàn dagli occhi grigi e le spalle larghe, di anni ne aveva 28 quando entrò per la prima voltà nella città sotterrana, per lavoro si capisce. Ivàn dai muscoli tesi e lo sguardo impassibile. Quei due sassi grigi lo rendevano più vecchio, una somma d'anni che lo faceva più truce, o più rispettabile diceva lui. Sapeva bene che ogni dettaglio era essenziale e i suoi lo mostravano più temibile: il mantello nero sgualcito e l'impeccabile colbacco, il fucile a tracolla e il mezzo toscano alla clint eastwood tra le labbra. Tutto era calcolato. Tutto. "La mia vita è un teatro di periferia. Io sono attore e pubblico perché altro pubblico non ce n'è. Solo comparse, che se il dio della vodka vuole, saranno presto scomparse", era il suo motto preferito.
Quella notte stava inseguendo la sua preda che si era infine infilata nel Jack old's bar, ignaro di essere seguito da molto vicino. Ivàn si era seduto al bancone, sorseggiava una birra e controllava il suo assegno umano dallo specchio dietro al bancone. Non aveva voglia di giocare quella sera, aspettava solo che la sua comparsa si riempisse di grog..

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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  marco de sfroos il Lun 19 Mag 2008, 17:49

seduto al bancone Ivàn ordinò della birra di bassa qualità tentando di farsi più disonvolto possibile per evitare di dare nell'occhio.difficile passare inosservati in un posto come quello, il Jack Old's Bar, locale malfamato frequentato da avanzi di galera e da rifiuti della società dei Carmillion. Teneva d'occhio la sua preda che si era seduta in un tavolo non molto distante e tracannava tranquillamente grog, per nulla intimorito o insospettito. Forse nemmeno conosceva la taglia che il governo di Pruncs II aveva messo sulla sua testa. Forse credeva di essere al sicuro tra i suoi amici terrestri, sottoterra e lontano da quel regime usurpatore che gli aveva tolto la libertà. Il cacciatore decise a quel punto che il momento era giunto. Si alzò dal bancone e si avvicinò al tavolo del suo obiettivo. Quando gli fu davanti lasciò cadere un biglietto e continuò a camminare fino ad arrivare allo squallido bagno del locale.
Due minuti dopo si trovò davanti la figura massiccia e per certi versi terrificante di Igor. L'aggressione fu rapida, Ivàn con un colpo ben assestato atterrò il suo avversario che in pochi secondi si trovò sdraiato a terra con il suo aggressore a cavalcioni sopra di lui. Frugando nelle tasche Ivàn trovò un biglietto scritto a mano che riportava un messaggio di un certo Harmon, e decise che era la prova che ci aveva visto giusto ancora una volta.
sul biglietto c'era scritto:"Ad Harmon.La rete di "Minsk Lotta" è completa. Aspetto ordini.".
Ivàn si era imbattuto in uno dei sovversivi sovietici.


Ultima modifica di marco de sfroos il Lun 26 Mag 2008, 17:25, modificato 2 volte
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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  dani il Mar 20 Mag 2008, 20:35

"Che diavolo vuoi da me?!" sussurrò il gigante sdraiato a terra e ancora tramortito dal colpo subito.
"Non te la prendere amico, gli affari sono affari. Nulla di personale, ma sai anche tu che di questi tempi è dura per tutti" e gli strizzò beffardo l'occhio.
Igor la spugna gli avrebbe fruttato 10.000 doppi dollari. Perfino troppo per quanto vale, pensava Ivàn.
Sapeva che nei peggiori locali di quasiasi pianeta i pestaggi e le risse erano all'ordine del giorno, e quindi non si era preoccupato di non dare nell'occhio. Anzi, per uno come lui un po' di pubblicità non poteva nuocere.
Ray the blade, Winchester man, the crow, erano solo alcuni dei nomi con cui veniva chiamato e temuto. Ma erano ben pochi quelli che conoscevano il suo vero nome: Ivàn. Ivàn delle nuvole o Ivàn the grey man.
Ivàn non era una semplice iena, Ivàn delle nuvole era un cacciatore esperto.
E aveva anche un grande fiuto; lesse in fretta il biglietto stropicciato che aveva sottratto ad Igor.
"Harmon -pensò- sapevo che doveva esserci lui dietro. Lo trovo, lo stano, lo prendo e tiro su un bel po' di soldi".
"Il mio amico sta male, lo porto via io" disse con una gran risata al barista intento a lucidare boccali.
"Fai quello che ti pare, ma se te lo porti via dovrai anche pagare il suo conto! sono 80 doppi dollari in tutto! Il tuo amico apprezza il grog di qualità!".
"Beh..in fondo mi ripagherai.. Tieni il resto", e gli sganciò un centone. Ivàn si sentiva sempre generoso dopo aver fatto un buon colpo..

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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  marco de sfroos il Mar 20 Mag 2008, 22:16

Lo portò nel suo appartamento, uno squallido monolocale alla periferia della città sotterranea. Il suo arredamento contava in tutto un letto, una scomodissima poltrona, un tavolo, qualche sedia e pochi altri oggetti di valore. L'unica cosa che aveva rilievo per il suo lavoro, era una vecchia radio di produzione sovietica dalla quale ascoltava quotidianamente la pubblicazione delle taglie che il governo istituiva.
Fu proprio così che seppe del valore della testa di Igor. L'omone era legato e immobilizzato, seduto su una sedia traballante, forse troppo fragile per il suo grande peso. Dopo essersi rinfrescato con una doccia rapida, il cacciatore decise che era giunto il momento di conoscere qualche cosa in più del suo prigioniero. Prese in mano un coltello, lo riscaldo fino a renderlo incandescente e lo avvicinò al fianco del malcapitato che iniziò ad urlare bestemmiando per il dolore.
"Cosa vuoi da me, pazzo!" - urlò Igor rivolto al suo aguzzino.
"senti verme non prenderti gioco di me. sai bene cosa voglio sapere" - ruggì Ivàn.
"ti sbagli, forse non sai chi sono. Mi avrai scambiato per qualcun altro!"
"no questo è impossibile. Allora comincia con il raccontarmi di questa organizzazione. "Minsk Lotta" giusto?"
"non ne so nulla"
"così mi costringi a incattivirmi". Detto questo il cacciatore incise lievemente un braccio al malcapitato con il suo coltello. "rispondi alle mie domande e mi fermerò qui. Che organizzazione è la tua?"
"Ok amico ti risponderò, ma tu metti giù quel coltello."

Igor cominciò il suo racconto, rivelando a Ivàn i cardini e gli obiettivi dei ribelli. Confessò di essere a capo di un gruppo di sovversivi con lo scopo comune di liberare il pianeta Olimpo dagli invasori, facendo risorgere quello che era l'impero dei terrestri sovietici fuggiti dalla dittatura. Il piano era già pronto, ma il prigionierò non ne rivelò i particolari per non compromettere l'intera operazione.
Ivàn ascoltò molto interessato l'intero racconto e rimase molto colpito da ciò che Igor gli aveva confessato. L'idea di liberare il suo pianeta gli parve allo stesso tempo folle e affascinante. Forse era l'unico modo per riprendersi una parvenza di esistenza dignitosa, senza quei vermi dei Carmillion.Forse era una causa da sostenere.
il colloquio finì così, e il cacciatore andò a dormire accompagnato dai suoi pensieri e dai suoi dubbi. La notte passò insonne per entrambi, nonostante motivi diversi. Igor spaventato per il suo destino. Ivàn assalito dai dubbi riguardo a quello che avrebbe duvuto fare in futuro.
La mattina si reco in sala, dove i il suo prigioniero lo attendeva tremante.
"Voglio aiutarvi"- esordì Ivàn.
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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  dani il Mer 21 Mag 2008, 13:32

"Cosa vuoi?!" gli chiese allibito il gigante ferito.
"Volgio aiutarvi, mi sembra chiaro".
"Sono grande e grosso, ma non sono stupido amico".
Ivàn aveva capito subito che Igor sarebbe stato un osso duro da convincere, ma non voleva rinunciare al suo piano; prese il coltello in mano con una risata maligna sul volto: "te lo ricordi questo?".
"Bastardo! Se non fossi stato ubriaco ieri sera, ti avrei spedito all'altro mondo in un nanosecondo!!".
"Su non essere così scontroso" e gli avvicinò il coltello alla gola, mentre Igor sudava freddo. "In fondo, non è colpa mia se sei un ubriacone. Tuttavia, caro mio -disse abbassando il coltello verso il suo petto- ti ho già detto che vogli aiutarvi" e con un colpo secco tagliò le funi che legavano la sua preda.
Igor non perse nemmeno un secondo e gli sferrò un gancio destro che spedì Ivan contro il muro, facendogli cadere il coltello. "Facciamo a mani nude".
Il gigante si scagliò contro Ivàn che riuscì ad evitare il colpo definitivo scivolano alla sua destra. Il pugno segnò una rosa sul muro. Ivàn era almeno un paio di spanne più basso del suo nemico, ma era di corporatura robusta e sapeva battersi.
"Fatti sotto campione!" gli urlò.
"Inizia a pregare bastardo!".
La lotta si fece più serrata mettendo ancor più sottosopra la stanza. Igor era davvero forte e davvero infuriato. I suoi colpi facevano paura, ma Ivàn resisteva bene e riusciva a restituire colpi ben assestati.
Igor era più forte, ma aveva perso troppo sangue e pian piano iniziò a vacillare.
"Allora, amico, adesso hai solo da scegliere: o ti fermi e ti fidi me, oppure ti stendo e ti porto in banca! E tu sai bene che la taglia su di te l'anno messa i Carmilion! Sai cosa si dice delle loro prigioni, no?!"
"E va bene, portami del buon grog e ne parliamo" replicò sfinito Igor.
Ivàn sapeva di avercela fatta; fingersi un ribelle per avvicinarsi ad Harmon. Harmon aveva una bella taglia sulle spalle: 1 milione di doppi dollari! Non poteva certo farsela scappare!

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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  marco de sfroos il Mer 21 Mag 2008, 17:48

"tieni! Rinfrescati le idee" disse Ivàn avvicinando il grog al suo interlocutore.
"grazie. allora dimmi cosa vuoi" rispose quest'ultimo.
"io farò parte dei vostri, di "Minsk Lotta", voglio diventare un ribelle"
"Perchè vuoi questo? Non è mica semplice sai?"
"perchè fare il mio lavoro è sempice? anch'io voglio liberare Olimpo dagli invasori. Questo è il mio pianeta, lo considero tale più della stessa Terra"
"Ok ti credo. Ma ovviamente non posso svelarti subito chi siamo e l'intero nostro piano. Innanzitutto sarai solo una semplice recluta. Devi sapere che in questo momento ci sono già molte persone pronte a mettere in atto il piano finale. Ciò comporta l'assunzione di diversi rischi, ma se dovesse andare in porto, faremo fare ai bastardi invasori la fine che meritano" Igor mimò con un gesto lo sgozzamento.
"va bene ci sto. Fatemi sapere cosa devo fare e io lo faccio." rispose prontamente il cacciatore.
" Frena amico, non è così semplice. occorre innanzitutto informare il nostro capo del tuo interesse..."
"Harmon giusto?" lo interruppe Ivàn
"esatto. dovremmo incontrare lui, ma bada che non è sempre cortese e incline a far entrare nuove pedine nel suo scacchiere. L'intera operazione è già pronta e l'unico motivo per il quale ti concedo questo onere è perchè mi hai fatto una buona impressione. Oltre ai segni che mi hai lasciato ovviamente..."
"per quelli, non devi aver nessun rancore, niente di personale."
"Sta bene. Andiamo allora, ti porto dal nostro capo. Vedi di fare buona impressione anche a lui altrimenti non oso immaginare cosa sarà di te. L'operazione deve essere a conoscenza dei soli ribelli sai..."
"Non c'è problema. Muoviamoci ora." Concluse Ivàn senza esitare.
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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  dani il Sab 24 Mag 2008, 22:46

La stessa notte, Ivàn e Igor scesero al settimo livello della città sotterranea. Sniffatori di ogni genere di droga chimica, papponi e prostitute di basso borgo erano i padroni delle strade del settimo girone. L'illuminazione era talmente rada che i più fatti tra loro dicevano di vedere l'essenza del colore.
Igor si sentiva perfettamente a suo agio e gli bastava lo sguardo e le larghe mani a scaraventare via i venditori di coca, mentre Ivàn seguiva apparentemente impassibile il suo nuovo compagno, cercando di non mostrarsi a disagio in quel buio assoluto.
"Harmon.. com'è?".
Ma la domanda cadde nel vuoto, catturata anch'essa dalle profondità delle tenebre del settimo livello. Dopo quasi un'ora di cammino silenzioso, Igor si fermò davanti ad una catapecchia con un'insegna gialla: "siamo arrivati. Un consiglio, fai attenzione a quello che dici".
"Non mancherò" gli rispose freddo il cacciatore di taglie.
"Igor, compagno di lotta. Che diavolo significa?! Chi diamine hai portato?!". La voce sottile di Harmon fu udita solo dal gigante ribelle.
"Potrebbe essere un buon elemento compagno ribelle Harmon" sussurrò a sua volta.
"Sai bene che non voglio reclute ora! Nessuna! Buona o cattiva che sia!".
"Le fresche ferite che porto addosso sono a causa di quest'uomo. Mettilo alla prova e se perderà la sua morte sarà la mia vendetta".
"Non se ne parla nemmeno! Non è il momento di giocare compagno di lotta Igor!!".
"Mettilo alla prova" insistette il gigante.
Una goccia di sudore gli accarezzarono le guance. Igor sapeva bene che con Harmon non si scherza. Perfino lui provava rispetto misto a timore.
"Mettiamolo alla prova" disse una voce lontana. Una voce leggera, ma rotonda, calda, ma robusta. Faye Valentine era il braccio destro del comandante Harmon, era la sua guida. Occhi d'oro e una cascata di capelli blu del colore della notte.

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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  marco de sfroos il Dom 25 Mag 2008, 16:20

"non se ne parla nemmeno" tuonò deciso Harmon
"ma signore..."
"Igor non si discute! la mia decisione è irrevocabile"
" Ne sei proprio convinto Harmon?" lo incalzò Faye "lo sai anche tu che forse vale la pena di provare. siamo a ridosso della battaglia decisiva, e il nostro esercito è troppo esiguo e poco abituato ai cobattimenti"
"lo so ma non posso fidarmi del primo cacciatore di taglie che si presenta al mio cospetto.E lo sai anche tu!"
"no non lo so. io un tentativo lo farei. Potremmo anche solamente provare la sua forza e la sua sincerità per qualche ora, e poi decidere..." propose la donna
"ah sì? e come intendi farlo?"
il silenzio piombò di colpo nella stanza, la donna rimase zitta sostenendo lo sguardo indagatore del suo capo e Igor si allontanò trovando riparo in un angolo buio.
"no non vorrai..." balbettò Harmon
"proprio così" insistette la perfida quanto ammaliante Feye "io lo sottoporrei alla prova di fedeltà"
"perchè sei così crudele Feye? proprio tu che hai provato tempo fa sulla tua pelle le torture di quella macchina..."
"è proprio per questo che lo dico. So quanto quella macchina può essere persuasiva"

mentre all'interno si prendeva questa decisione, Ivàn aspettava intrepido davanti al portone chiuso della stanza. appena si spalancò, non poteva ancora immaginare quale era la proposta decisa dai capi dei ribelli...
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Re: romanzo a 4 mani bis

Messaggio  marco de sfroos il Mer 29 Apr 2009, 17:25

Feye Valentine uscì per prima dalla stanza, e la sua bellezza sconvolse e lasciò di sasso Ivan. il suo corpo danzava a ritmo lento ad ogni suo passo, i suoi capelli emanavano un dolce odore di balsamo e nascondevano misteriosamente tratti del viso della donna. Ivan balzò in piedi ammaliato e intimorito, certo che a breve avrebbe scoperto il suo destino. le sue convinzioni cominciarono a traballare; forse non fu una mossa saggia la sua. spingersi nella tana di un'organizzazione feroce e senza pietà sarebbe potuta essere l'ultima decisione della sua vita.
"tu devi essere Ivan" esordì la donna
"esatto. e tu chi sei?" rispose l'uomo con più sicurezza di quanta realmente ne avesse.
"taci! le domande le faccio io" continuò Feye "e ora seguimi, a breve dovrai mostrarmi realmente la tuà sincerità riguardo al fatto di unirti a noi per vincere la lotta"
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Re: romanzo a 4 mani bis

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