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romanzo a 4 mani

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romanzo a 4 mani

Messaggio  dani il Dom 20 Apr 2008, 13:33

l'idea è questa; un romanzo da scrivere a 100 mani in cui ognuno aggiunga pezzi al collage tratti dalla sua fantasia. lo stile che vorrete metterci è del tutto a scelta vostra. si vedrà alla fine che ne viene fuori. potete scrivere quanto e come volete. qui s'inizia. il titolo lo daremo alla fine Wink




A volte, in sere come quella, amava tracciare linee nere sull'avambraccio rovesciato che partivano dall'incrocio di vene che fanno strettoia all'imbuto del polso e poi, a ritroso, percorrendo dall'alto le strade guida sottolineate di verde, raggiungeva la prima periferia dell'arto, e qui fermarsi prima della svolta a sinistra che è tanto stretta da creare una curva ad angolo acuto prima di tornare rettilineo sulla collina del bicipite.
Amava pensare che un giorno quella punta di pennino si sarebbe fatta così sottile e appuntita da squarciare i tunnel venosi ed arteriosi facendo mischiare il rosso vivo del sangue con il nero dell'inchiostro del suo calamaio che il pennino restituiva sulla carta e, certe volte, sulla pelle.
Ma non era un raffinato dark, nè uno di quegli insulsi emo che fanno della tristezza una camicia scura, un taglio di capelli strano e della lacca sulle unghie. Lui era uno di quelli a cui piaceva scoprire come il mondo reagiva, si mescolava e si scontrava nei suoi elementi. Lui era uno di quelli che nei tempi passati chiamavano alchimisti.

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Re: romanzo a 4 mani

Messaggio  simovedder il Lun 21 Apr 2008, 11:07

A volte, in sere come quella, amava riscoprire il dolce suono del fuoco che arde, fiero e incurante, nel caminetto della piccola sala che ora rappresentava l'intero suo mondo. Ogni cosa presente, ogni oggetto, ogni segno, ogni scrittura gli apparteneva, come un albero appartiene alla sua foresta, e come un albero al vento gli ricordava che ora era solo, solo con il suo elemento.
Il fuoco si rifletteva nei suoi occhi, ma non era un semplice riflesso. Era come se l'iride fosse di fuoco stesso fatta, era l'essenza stessa di ciò che rifetteva, un insieme indissolubile, una soluzione chimica della quale è impossibile determinare i componenti.
Quel fuoco, rosso, e l'inchiostro del pennino, nero come la pupilla di quegli occhi che ora conoscevano il dolore, si univano in una danza surreale, nel freddo incosciente di quella stanza, con la luce abbacinante dei ricordi che ratti si susseguivano in un intricato labirinto di immagini, pensieri e parole.
Era solo, forse sapeva di esserlo, ma il suo cuore era pesante, confuso, sapeva. Sapeva che in fondo non era solo, i suoi ricordi lo imbavagliavano e gli sedevano accanto, occupando quel posto che un tempo era stato d'altri, riempiendo in qualche modo il vuoto che lui stesso aveva inconsapevolmente creato anni addietro, ma che ora si rendeva conto di averlo fortemente voluto, quel vuoto...

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Re: romanzo a 4 mani

Messaggio  marco de sfroos il Lun 21 Apr 2008, 18:26

Quel vuoto che era stato la causa della sua sofferenza. Quel vuoto che lasciava in lui troppo spazio per pensare e tormentarsi, quel vuoto che lo teneva prigioniero dei suoi incubi.
Ricordava ancora quando in una sera come quella, tempo addietro fece una promessa. Quella promessa ora tornava a riscuotere il suo debito di sangue...
Gli occhi si chiudevano, la bocca si contorceva in un atroce smorfia, e la mano che prima reggeva il pennino ora cercava di afferrare nell'aria un tempo ormai passato, che non tornerà mai più. Toc Toc Sentì il suono della porta e il sangue gli si gelò insieme all'inchiostro, perchè sapeva che non avrebbe più potuto scappare. Ora sapeva che doveva affrontare il suo passato, le sue paure, i suoi incubi. Toc Toc Di nuovo quell'orribile suono, ma lui rimase lì immobile a fissare un punto imprecisato della parete, un piccolo riflesso di luce nella stanza semi-buia, una lacrima che sgorga dai sui occhi. Toc Toc La testa diventava pesante, quel suono insopportabile distruggeva la sua mente e la sua unica reazione fu un urlo forte contro la sua stessa vita.


Ultima modifica di marco de sfroos il Gio 24 Apr 2008, 17:52, modificato 1 volta
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Re: romanzo a 4 mani

Messaggio  simovedder il Mar 22 Apr 2008, 10:51

Un fucile. Tutto cominciò con un fucile. Ma non un fucile come tanti, proprio quel fucile.
Faceva freddo, era normale, era uno dei milioni di inverni che dall'inizio del tempo avvolgevano Mosca ogni anno.
Il freddo era pungente, ricordava ancora quando suo nonno gli disse che a volte, d'inverno a Mosca, fa talmente freddo che i pensieri ti si gelano in testa. Fece un sorriso e lo lasciò lì, solo con il suo colbacco nuovo, fresco fresco di pellicceria, un lusso per quei tempi. Chi poteva permettersi un copricapo simile era quasi venerato dai coetanei, tanto più se i tuoi coetanei avevano dieci anni. Era più alto del normale, per la sua età era quasi un gigante. Gli altri bambini lo guardavano con sguardi misti tra venerazione e una celata soggezione. Ma lui non era un bambino come gli altri. No, lui era un Mishkyn, un rampollo di una delle famiglie più ricche di Mosca. Si trovava spesso ad ammirare la maestosità della Piazza Rossa. A volte si può guardare il Cremlino e non capire quale delle tante architetture che lo compongono sia la prevalente. Le cupole che si ergono al di sopra di torri di europea fattura, ma che somigliano incredibilmente ai minareti di Herat e la sconvolgente similitudine con le grandi moschee turche. Tutto questo lo affascinava, da sempre.
Quando il nonno se ne andò, rimase solo a contemplare l'emozionante susseguirsi di mosaici che ricoprono la superficie del Cremlino, e pensò che l'inizio di una nuova vita era alle porte.


Ultima modifica di simovedder il Mar 20 Mag 2008, 20:13, modificato 1 volta

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Re: romanzo a 4 mani

Messaggio  marco de sfroos il Mer 30 Apr 2008, 16:01

La sua giornata era scandita dal battito dell'orologio della grande piazza, e dal canto degli ambulanti che vendevano la proprio voce e la loro dignità per pochi spiccioli. Amava passegiare per la sua mosca, con i suoi abiti costosi, attorniato dalla cerchia più stratta di amici. In tutto erano in tre: Dimitrj, Andreij e infine lui, il piccolo Klaush. Erano conosciuti da tutti i commercianti della zona e da tutti i benestanti del loro quartiere, a causa della loro simpatia e della loro voglia di vivere, voglia che a quel tempo era invidiata da molti.
Quella mattina di inverno, Klaush non l'avrebbe mai dimenticata. La sua vita stava per prendere una piega inaspettata e sconvolgente, in grado di rovinare la sua stessa esistenza. Quella mattina vide per la prima volta un omicidio...
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Re: romanzo a 4 mani

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